Che fine hanno fatto i protagonisti del film La storia infinita

Scena evocativa ispirata al film La storia infinita con Falkor che vola nel cielo e i protagonisti osservati di spalle

Che fine hanno fatto i protagonisti di La storia infinita

Ci sono film che non invecchiano: restano sospesi in una zona della memoria collettiva dove l’infanzia non è un ricordo preciso, ma una sensazione. La storia infinita, uscito nel 1984, appartiene a questa categoria. Oggi, a oltre quarant’anni di distanza, il film continua a riapparire nei feed, nelle programmazioni notturne, nelle discussioni nostalgiche online. La domanda ritorna ciclicamente, soprattutto ora che il cinema guarda di nuovo ai reboot: che fine hanno fatto davvero i suoi protagonisti? Dietro quei volti così legati a un’epoca precisa, le traiettorie sono state meno lineari di quanto si immagini.

La storia infinita e il peso di un successo precoce

Il volto di Bastian era quello di Barret Oliver, bambino introverso diventato simbolo di una fantasia che si rifugia nei libri. Dopo il film, Oliver continuò a recitare per qualche anno, ma già alla fine degli anni Ottanta si allontanò dal set. Nessun ritorno clamoroso, nessuna riconversione nostalgica: oggi è fotografo e storico della fotografia, una scelta che racconta un distacco netto da Hollywood, quasi deliberato.

Diversa la traiettoria di Noah Hathaway, l’indimenticabile Atreyu. Dopo l’exploit iniziale, la sua carriera cinematografica si è rapidamente diradata. Negli anni Novanta si è allontanato dal cinema, dedicandosi ad altro, per poi riemergere solo molto più tardi nelle convention e negli incontri con i fan. Non come attore, ma come memoria vivente di un film che ha superato chi lo ha interpretato.

Tra icone visive e assenze volontarie

C’è poi Falkor, il Drago della Fortuna: un protagonista senza volto umano, ma forse il più riconoscibile di tutti. Dietro la sua presenza non c’è un attore da seguire nel tempo, e questo paradossalmente lo ha reso eterno. Falkor non è invecchiato, non si è ritirato, non ha cambiato carriera. È rimasto lì, identico, mentre chi gli dava voce e movimento è rimasto nell’ombra.

Altri membri del cast hanno avuto percorsi frammentati, spesso lontani dal cinema mainstream. Nessuno ha replicato un successo paragonabile, e forse non era nemmeno possibile. La storia infinita è arrivata in un momento in cui Hollywood offriva ai giovanissimi una celebrità improvvisa, senza strumenti per gestirla a lungo termine.

  • carriere interrotte precocemente
  • scelte di vita lontane dallo spettacolo
  • ritorni limitati al circuito della nostalgia

Un’eredità che continua a muoversi

Oggi il film viene riscoperto da generazioni che non erano ancora nate nel 1984. Streaming, citazioni pop, meme, riedizioni: il racconto si è staccato definitivamente dai suoi interpreti. E forse è proprio questo il punto più interessante. I protagonisti umani hanno avuto vite normali, talvolta volutamente invisibili, mentre il film ha continuato a espandersi, silenziosamente, come se non avesse più bisogno di loro.

In un’epoca che tende a riportare tutto indietro, La storia infinita resiste a un ritorno facile. I suoi attori non sono diventati star riciclate, il suo immaginario non è stato ancora del tutto consumato. Ed è proprio in questa distanza, tra ciò che ricordiamo e ciò che non sappiamo più, che il film continua a trovare spazio.